Come craccare l’iPad 3: jailbreak untethered!

In un mio articolo precedente si era già parlato di questa invenzione sblocca sistema inventata da team di pirati informatici, il Jailbreak. Come immagino avrete già capito, di esso non ne esiste una semplice forma, ma è trovabile e scaricabile attraverso la rete in più evoluzioni, atte a sbloccare i sistemi più innovativi e serrati, affinché l’utenza possa “giocherellare” con le proprie piattaforme in maniera libera e semplice.

Come craccare l'iPad 3

LINK VELOCI:

Molti amanti della Apple, infatti, nei mesi recenti avevano scoperto come l’iPad 3 fosse difficile da sbloccare, soprattutto con i Jailbreak editi precedentemente la sua uscita. Di fatto, ogni piattaforma ed interfaccia della Apple, che sia iPhone, iPad o iPod è particolarmente arduo da craccare, in particolare per la presenza di un programma, chiamato iBoot, che all’avvio del sistema fa funzione di polizia, controllando se tra i programmi non vi sia qualche intruso non previsto dalla programmazione dei progettisti. Ebbene, come molti pirati informatici hanno dichiarato sui loro siti, l’iBoot dell’iPad 3 si è presentato come il più arduo da superare ed ingannare.

Come Craccare l’iPad 3, dunque? Le versioni precedenti del Jailbreak inserivano un Trojan Horse, un tipico cavallo di Troia, il quale faceva da “dosso” coprente sulla quale l’iBoot soprassedeva, non potendo così scoprire i programmi di origine terza. Efficiente, vero, ma solo ed esclusivamente se la piattaforma era collegata ad un computer attraverso collegamento USB, mentre per quelle che ne erano indipendenti, il sistema pirata diveniva totalmente inutilizzabile, in quanto era necessaria, appunto, la simbiosi interfaccia-computer.

È stato così che gli hacker si sono coalizzati nella creazione di un sistema pirata molto più evoluto ed efficiente: il Jailbreak Untethered, ribattezzato dai tecnofili come il sistema cracker perfetto. Esso di fatto fa la medesima cosa dei suoi fratelli precedenti, con un’unica, importantissima differenza: invece di inserire un semplice Cavallo di Troia, ne inserisce il codice completo, cosa che permette di bloccare l’iBoot anche dei sistemi indipendenti. Perché tale codice è più efficace? La risposta risiede nella sua modalità, detta di occultamento! Infatti, i precedenti Jailbreak erano ben visibili dall’iBoot, il quale li considerava appartenenti al sistema, mentre questo è talmente dipanato all’interno di esso da risultare completamente invisibile, nascondendo così i “parassiti” non – Apple scaricati sull’interfaccia, in questo caso l’iPad 3.

Immagino che alla notizia già migliaia di utenti stiano esultando, ma permettetemi di frenare per un attimo gli entusiasmi! Come ho detto, il Jailbreak Untethered è riconosciuto come il sistema pirata perfetto, ma, come ben si sa, la perfezione non esiste se non nell’utopia. Infatti, sebbene il vostro iPad 3, grazie a questa invenzione, non avrà bisogno di collegamenti per essere indipendente dall’iBoot, non dovrà mai essere riaggiornato nel suo sistema operativo iOS, processo che non farebbe altro che cancellare il “bug” d’inserimento occultato, rendendo così nuovamente l’iBoot in grado di trovare gli intrusi.

Per coloro, dunque, che vedono grande importanza negli aggiornamenti del sistema operativo, il problema assume dimensioni macroscopiche! Non preoccupatevi! Posso già affermare che gli hacker non si sono fatti attendere, creando un sistema via di mezzo, in grado di mantenere il sistema di occultamento anche durante un aggiornamento corposo: il Jailbreak Semi tethered! Ma di questo ne parleremo più avanti!
Aggiornato il .
Articolo scritto da Fabrizio Betti , inserito nella categoria iPhone e iPad, il .

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *